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NUOVA
CHEKECHEA AD IMALUTUA E

UNA SPERANZA PER MASUKANZA


ADOTTA UN
BAMBINO A DISTANZA
Dal 1994 adottiamo bambini
della parrocchia di Ilula in Tanzania nella regione di
Iringa dove opera un missionario della diocesi di Nicosia,
padre Filippo Mammano. Con l’aiuto di più di 250 famiglie
assistiamo circa 500 bambini che hanno una scuola,
vestitini, scarpe e un pasto al giorno nello stile africano…
Per quelle aree gravate da forme di estrema povertà non è
poco tutto questo. Qualche volta si tratta di sottrarre i
bambini al rischio di morire di fame. Adotta un bambino.
L’offerta minima è di 100 euro all’anno, ma non ci sono
limiti. Se per qualche anno non puoi fare nulla non cambia
niente, perché con i soldi che padre Filippo riceve dai
benefattori, riesce a dare da mangiare e garantire i servizi
a tutti i bambini che bussano… E se vuoi poi venire con noi
in Tanzania. Prossimo viaggio previsto intorno alla fine di
aprile.
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GRAZIE PER L’ASILO
DI IMALUTWA
Qualche
giorno fa ho inviato un messaggio da questo sito invitando
chi volesse fare qualche opera buona ad aiutarmi per la
costruzione di un asilo nel villaggio di Imalutwa nella
missione di Ilula in Tanzania. Come sempre lancio questi
messaggi sapendo che mi rivolgo a gente che già di
beneficenza ne fa tanta ed è impegnata, anche se a titolo
diverso, in aiuti a tanti missionari. Ma sperare è proprio
di noi cristiani.
Sabato 1
agosto ho ricevuto una telefonata da parte di una signorina
che chiedeva di parlarmi a proposito di questa scuola. Ci
siamo incontrati e la signorina mi diceva che parlava a nome
anche delle sue sorelle (sono tre maestre e tutte e tre in
pensione da poco). C’è voluto poco a metterci d’accordo,
abbiamo telefonato a padre Filippo Mammano ad Ilula e le tre
sorelle hanno offerto tutta intera la cifra che occorre per
la costruzione di questa scuola. La Divina Provvidenza
arriva sempre prima di noi e attraverso strade assolutamente
inimmaginabili. Non posso fare al momento i nomi delle tre
benefattrici perché mi hanno chiesto di non diffondere la
notizia del loro gesto, anche perché sono convinte che la
carità va fatta nella assoluta riservatezza. E voglio
rispettare la loro richiesta di silenzio sperando, però, che
quando questa scuola sarà pronta, possiamo anche comunicare
chi sono stati i benefattori. |
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